
Sebbene sia uno dei mezzi di interazione che più utilizziamo, la tastiera, spesso, è uno dei componenti più trascurati tanto che a un certo punto si è “costretti” a prendersene cura perché è diventata talmente tanto sporca da risultarne difficoltoso l’utilizzo.
La sua pulizia, e igiene, però sono difficoltosi per la stessa natura del mezzo, molti tasti, divisi da spazi angusti, in cui è difficile arrivarci: a meno di smontarla o usare l’aria compressa (che attenzione, bisogna saper usare) per molto tempo ha visto diverse tecniche di cleaning più o meno efficaci, tra cui, anche, il mitico soffio fai da te.
Da qualche anno è uscito, però, un prodotto, che permette di rendere tale pulizia più facile e allo stesso tempo igienizzare, tale Cyber Clean, che ho voluto testare personalmente, e verso cui per diverso tempo sono restato scettico.
Cos’è e come è venduto
Il prodotto si presenta come una pasta morbida gialla o azzurra, molto malleabile, leggermente umidiccia (è l’antibatterico) e per niente appiccicosa sulle mani, viene venduta in sacchetti da 75 grammi o in contenitori di plastica da 250 grammi a un prezzo che parte da 4,99 euro, quindi per tutte le tasche.
Funziona?
Senza girarci intorno, senza giri di parola la risposta, con mia grande sorpresa è Sì.
Ma vediamo perché nel dettaglio: la pasta si applica su tutte le superfici di prodotti elettronici, tastiere appunto, cavità delle ventole, e si usa semplicemente stendendola sulla parte trattata e facendo una leggera pressione.
Il risultato è una pulizia ottima, non credevo nemmeno io possibile, da scettico quale ero, ma anche un piacevole odore di pulito-disinfettante, e una patina protettiva, per diverso tempo.
La differenza, rispetto all’aria compressa o alle bombolette, oltre il prezzo dimezzato, è che oltre a pulire, appunto, igienizza.
Non c’è nemmeno bisogno di nessuna manutenzione o risciacquo, una volta diventata sempre più scura (nella confezione c’è una scala di colori indicativa) perde le sue proprietà e bisogna buttarla, senza inquinare essendo biodegradabile.
Un fattore importante per la scelta potrebbe essere un dato indicativo riguardo alla durata, che non posso fornire perché dipende da quanto è sporco un prodotto, ma direi che con un utilizzo di una volta ogni due settimane possa durare indicativamente 5-6 mesi.
I risultati sono decisamente interessanti, sia in Idle che in full load abbiamo temperature medie inferiori di 10 gradi centigradi circa rispetto al portatile senza cooling pad, utilizzando tra l’altro la ventola a metà della velocità massima consentita.
I dati sono stati raccolti attraverso il programma HWmonitor, come si vede ci sono due valori e un ventaglio di temperature, queste, infatti, non sono costanti ma variano secondo quello schema.

